Mantra Chanting

Ho conosciuto i mantra e il canto di mantra molti anni fa, proprio all’inizio del mio percorso spirituale, prima ancora di scoprire lo yoga. Anzi, se ho cominciato a praticare yoga lo devo proprio ai mantra… Ricordo che era giugno, stavo partecipando a un kirtan, e l’ultimo anno e mezzo era stato davvero pesante e ricco di sofferenza interiore. Ma a un tratto, cantando forse uno dei mantra dedicati a Shiva (colui che brucia il falso attraverso il fuoco della trasformazione), compresi che era giunto il momento di lasciarmi tutto quel dolore alle spalle, e che adesso sì, avrei potuto varcare porte che non avevo mai osato permettermi di contemplare. Cercai tra i pochi corsi proposti in estate, e non ci pensai due volte ad andare (io, la regina del rimandare, del fantasticare senza concretizzare, dell’incostanza…)

Potrei raccontarne tante di esperienze, e di quanto per me sia stata una pratica potente e trasformante, portandomi a essere davvero ME (cioè quasi un’altra persona da quella che credevo di essere), e a riuscire a esprimere la mia “vera” voce (in senso lato ma anche fisico). Perché quando si cantano i mantra, sia da soli sia in gruppo, succedono cose davvero incredibili, come intuizioni e comprensioni improvvise, porte interiori che si aprono, bagliori di luce lasciati filtrare attraverso la densa nebbia di credenze e identificazioni limitanti, che svelano un accesso misterioso a parti molto profonde e inedite di te.

I mantra ripuliscono l’inconscio da tutta la spazzatura mentale ed emotiva che sai e non sai di portarti addosso: non ti “trasformano”, al contrario di quel che spesso si dice in ambito spirituale, bensì ti spogliano di tutto ciò che non sei, della polvere e dello sporco, strato dopo strato, proprio come una cipolla, fino a rivelare ciò che sei e che forse non sai di essere: un meraviglioso diamante splendente.

Il canto di mantra è la pratica più potente, veloce e diretta che abbia sperimentato nel mio percorso, non solo per stare bene e sciogliere stress e negatività, ma anche e soprattutto per accedere a un luogo di silenzio e presenza nel quale poter ricevere chiarezza – sulla mia vita, sulle mie radici famigliari, sul mio dharma. Il risultato di tutto questo è la fioritura dell’essere: l’apertura sincera del cuore, il ritorno alla fonte, al divino, la creazione stessa dello spazio entro cui manifestare i propri doni e trovare la propria missione di vita. Il suo effetto immediato è quello di condurre a uno stato di pace, armonia, gioia e guarigione profondi.

A mio avviso i mantra rappresentano un imprescindibile approfondimento (nonché arricchimento) dello yoga, il quale a sua volta è fondamentale perché sblocca e stimola l’energia sottile e prepara il corpo affinché la mente non sia distratta da dolori vari e possa stare a lungo in meditazione. Yoga e mantra fanno parte di due sentieri apparentemente diversi: l’uno dedicato al corpo e all’energia sottile, l’altro al sentiero dell’amore e della devozione (bhakti yoga). In realtà si completano meravigliosamente, poiché sappiamo che non esiste separazione fra corpo-mente-anima.

Krishna – incarnazione dell’amore e del bhakti yoga

Il mantra chanting è ancora relativamente poco diffuso qui in Italia, ma è bellissimo osservare quanto le persone siano conquistate dalla gioia, dalla pace, dal piacere del canto e anche un po’ dallo stupore, non appena si trovano a contatto con questa pratica antichissima. Mantra significa infatti “ciò che porta stabilità alla mente”, “ciò che libera la mente”. Spesso vengono usati mantra indiani in sanscrito, lingua considerata pura e quindi con una vibrazione vicina al suono universale, ma ogni popolo, ogni tradizione, ogni religione ha in realtà i propri mantra – per questo è una pratica adatta a tutti, indipendentemente dal proprio credo o background o dall’essere o meno intonati: l’essere umano è uno, e la dimensione spirituale è un’esigenza profonda e condivisa da tutti, senza distinzioni di razza o cultura d’origine.

Suonare l’harmonium indiano si è rivelato per me una via per manifestare nel mondo la grande passione per la musica che ho da sempre, e naturalmente per il canto di mantra, che non è come cantare una canzone normale: possiede una sua peculiarità impossibile da descrivere, può solo essere sperimentata. Quando suono e canto i mantra, in particolare con le melodie originali che compongo, ogni cosa sparisce, la mente si svuota, esistono solo la presenza, la devozione verso il divino, l’esserci in modo vero e totale. La porta che si apre è una condivisione che si trasmette da cuore a cuore, e ogni volta è una magia.

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